La Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), è una malattia neurodegenerativa progressiva che colpisce i motoneuroni, ovvero le cellule nervose cerebrali e del midollo spinale in grado di regolare l’attività di contrazione dei muscoli volontari.

La morte di queste cellule avviene gradualmente, in un lasso di tempo che può andare da diversi mesi a diversi anni, e la gravità può variare molto da un paziente all’altro.

Le cause

la SLA rimane ancora una malattia per molti aspetti sconosciuta. E’ ormai però accertato che la SLA non è dovuta ad una singola causa. I meccanismi fisiopatologici alla base dello sviluppo della SLA sono molteplici e multifattoriali, con il coinvolgimento di una complessa interazione tra caratteristiche genetiche e molecolari.

Diagnosi

La diagnosi di sclerosi laterale amiotrofica non è semplice: ad oggi, infatti, non esiste alcun test o procedura per confermare senza alcun dubbio la diagnosi di SLA.

Gli strumenti a disposizione attualmente sono un attento esame clinico ripetuto nel tempo da parte di un neurologo esperto, e una serie di esami diagnostici effettuati per escludere altre patologie.

Trattamento

Ad oggi non esiste alcuna terapia in grado di guarire la SLA, l’unico farmaco approvato è il riluzolo, che agisce sui livelli di glutammato, la cui assunzione può rallentare la progressione della malattia.

L’aumento della durata della vita e della sua qualità, che è stato osservato negli ultimi anni nei malati di sla, sembra sia correlato all’insieme di azioni che il team medico ( neurologo, fisioterapista, infermiere, logopedista, dietista e psicologo) mette in campo in maniera coordinata e integrata per la cura del malato.

Il ruolo della fisioterapia

Prevenzione delle patologie secondarie.

Fondamentale è giocare d’anticipo evitando lo sviluppo di patologie secondarie legate all’ipomobilità, attraverso posizionamenti ed ausili specifici sarà possibile prevenire problemi circolatori e cutanei “piaghe da decubito”.

Mantenimento delle capacità residue.

Cercando di evitare l’instaurarsi di pericolose retrazioni muscolari e dolori muscolo-scheletrici, grazie all’esercizio terapeutico e alla terapia manipolativa.

Addestramento familiari e badanti “care giver”.

Saranno  istruite  attraverso l’educazione e l’insegnamento, dal semplice tocco alla mobilizzazione e spostamento fisico.

Monitoraggio e comunicazione con il  team medico.

La costante presenza permette l’individuazione delle criticità, in modo da intervenire con tempestività, migliorando la qualità della vita, conigliando ausili o per scongiurare eventi pericolosi.

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